CASA PIACE INTERVISTA IL D.G. MARCO SCIANO'

Piacenza, 18 maggio 2021

Casa Piace interviste.
Il D.G. Scianó : “Nessun proclama, testa bassa e lavorare per un Piacenza che cresce”.

Il campionato 2020/2021 è ormai concluso da più di due settimane ed è tempo per il club di mettersi al lavoro per l’avvio della prossima stagione sportiva. Adempimenti burocratici per l’iscrizione, sviluppo dell’area commerciale-sponsor, rinnovo della concessione dello Stadio Garilli, programmazione del settore giovanile, studio di soluzioni per l’impiantistica sportiva. In mezzo a tutti questi punti focali da sviluppare per la nuova stagione sportiva, c’è spazio anche per la programmazione sportiva che da qui a qualche settimana comincerà a muovere i primi passi.

Ne abbiamo parlato con il Direttore Generale Marco Scianò.

Direttore, prima di tutto ci traccia un bilancio della stagione appena conclusa?
“Una stagione impegnativa e ricca di contenuti. Abbiamo commesso in buona fede degli errori e abbiamo saputo porre efficacemente rimedio. Chiuso il ciclo precedente, era nostro obiettivo dar vita a una società che ripartisse da zero con basi solide societarie, entusiasmo e voglia di costruire passo dopo passo senza proclami, ma con la giusta ambizione che si può avere dai risultati che il lavoro costante può portare. È questo il modo di lavorare che il club ha sempre adottato e dal quale si sono ottenuti passo dopo passo obiettivi anche difficili da immaginare. In uno scenario di ripartenza societaria e con una crisi economica e pandemica in atto, il nostro obiettivo era quello di salvarci e di costruire una base di partenza sulla quale poter ragionare i passi successivi”.

La Società ha sempre parlato in maniera ponderata di crescita sportiva parallela alla crescita societaria.
“Sì, le due cose vanno all’unisono e sono una conseguenza dell’altra. Oggi abbiamo un budget soddisfacente, ma ancora lontano per puntare alto. Su questo tema bisogna parlare chiaramente. La società può vantare tre soci importanti come Pighi, Polenghi e Rigolli, oltre al sottoscritto che si è prevalentemente preso un impegno di lavorare per costruire il futuro del Piacenza, squadra della mia città e di cui sono tifoso. Il fatto che i tre soci siano dopo un anno ancora insieme e coesi, è una cosa per nulla scontata nel calcio che rende chiara la voglia di costruire con umiltà, ma d’altronde si tratta di tre persone di credibilità imprenditoriale, manageriale e umana che con enorme generosità, impegno temporale e passione si sono messi a disposizione del Piacenza Calcio facendo da apripista ad un modello di club che possa coinvolgere altri soci. E su questo punto bisogna essere molto chiari: cerchiamo soci compatibili con quelli attuali, cioè che condividano la progettualità, il modo di coesistere insieme e di programmare. Tutto ciò allontana soci avventurieri e speculatori, soggetti che vogliono tentare di fare società sportiva senza credenziali economiche e curriculum. Fare società sportiva è infatti un impegno molto gravoso economicamente che richiede altresì garanzie non solo a breve, ma soprattutto a lungo termine. Il Piacenza Calcio è un bene comune, un bene centenario della città di Piacenza e della sua gente, è un bene che deve rimanere in mani possibilmente piacentine o comunque di imprenditoria che sul territorio spende la propria credibilità, per non vedere rievocare spettri del passato o situazioni che vediamo in altre città.”

Una curiosità: quale il miglior colpo della scorsa stagione?
“Senza indugio e in semplice ordine alfabetico: Pighi, Polenghi, Rigolli”

Giornali e siti accostano a Piacenza già i primi nomi per il calciomercato.
“Su questo vogliamo essere molto chiari. Ho letto sulla stampa nomi di giocatori accostati al club che oggi non sono lontanamente nostri obiettivi per svariati motivi. Sicuramente, anche questa, sarà un’estate in cui saranno accostati tanti nomi al Piacenza Calcio: questo da un lato perché il calciomercato e la stampa vivono di questi aspetti unitamente alle strategie dei Procuratori e dall’altro perché il Piacenza Calcio ha conquistato una nomea di piazza dal passato importante e ancora affascinante, ma soprattutto dal presente sano, serio e in cui si sta bene e si lavora bene. Questo, per tanti addetti lavori dei giocatori, è un fattore che ha un peso importante.
Quindi nego i nomi usciti dalla stampa e affermo che il nostro sarà un mercato oculato e mirato, nel quale non ci faremo prendere dalla smania dei nomi, perché saranno commisurati alle nostre disponibilità, senza però escludere le nostre ambizioni.
Quindi nego i nomi usciti dalla stampa e affermo che il nostro sarà un mercato oculato e mirato, nel quale non ci faremo prendere dalla smania dei nomi, perché saranno commisurati alle nostre disponibilità, senza però escludere le nostre ambizioni”.

Ogni anno si chiede di fissare quale sia l’obiettivo della Società.
“Anche su questo punto vogliamo essere molto chiari e diretti. Il nostro percorso è quello di crescere pian piano, passo dopo passo in maniera oculata e lavorando a testa bassa e seria senza slogan o proclami. Poi capisco che l’entusiasmo di fare calcio, il calciomercato e tante altre componenti possano “far scappare” qualche parola in più, ma è il mio compito riportare tutti con i piedi ben saldi per terra, in primis come atto di responsabilità e di credibilità. Lo scorso anno il nostro obiettivo era salvarci e lo abbiamo fatto quasi sfiorando i play-off i quali sarebbero stati un grande regalo che avrebbe sanato il fatto di non averli potuti svolgere la scorsa stagione sportiva, cosa che sappiamo essere stata dolorosa per tutti, ma inevitabile in quel momento storico. Bene, da quella salvezza convincente vogliamo ripartire e cercare di regalare a noi e ai nostri tifosi un passetto in più che potrebbe essere quello di mettere un primo passo dentro i play-off, anche fosse la prima posizione disponibile. Ci proveremo con tutte le nostre forze disponibili, senza proclami, ma con impegno sacrificio ed entusiasmo.”

Oltre la parte sportiva club è impegnato su anche su altri obiettivi.
“Reputiamo tutti come prioritaria la situazione legata all’impiantistica sportiva ovvero il cercare di dare nel prossimo biennio soluzioni efficaci, percorribili e definitive per la nostra impiantistica sportiva a supporto della prima squadra e del settore giovanile. Va evidenziato come purtroppo il Piacenza Calcio – soprattutto negli anni della massima serie – non sia riuscito a dotarsi di un impianto sportivo per le giovanili e/o per la prima squadra. Nella ricostruzione post-fallimento non abbiamo quindi potuto ereditare un tale prezioso patrimonio, come diversamente avvenuto nel caso di altra società fallite che sono proprio ripartite da ciò. Fatto questo quadro, bisogna trovare soluzioni alternative per porre rimedio a una pecca evidente. Va detto, altresì, che questo è un obiettivo molto difficile da raggiungere specie in questi tempi, ma ci spenderemo intensamente in questa direzione nel corso del prossimo biennio. In ció in parte sarà impegnato il Comune di Piacenza tramite la riqualificazione del centro sportivo Bertocchi che sarà fondamentale per le nostre giovanili maschili e femminili e dall’altra saremo impegnati noi nella ricerca di partner per la riqualificazione dei campi interni allo Stadio Garilli. La sistemazione dell’impiantistica sportiva la riteniamo un obiettivo fondamentale e prioritario – quasi quanto più degli obiettivi sportivi – se si vuole pensare al futuro per fare calcio in maniera propositiva a Piacenza.”.

Sponsor, sociale, scuole, settore giovanile. Cosa le viene in mente?
“Circa gli sponsor posso soltanto dire che siamo, come società e consiglio di amministrazione, eternamente grati a ognuno dei nostri preziosi sponsor. E’ anche grazie a loro che il Piacenza Calcio può andare avanti ed è anche grazie al loro entusiasmo che possiamo costruire passo dopo passo gli obiettivi del club.

Il lavoro svolto dalla nostra area marketing guidata da Francesco Fiorani è eccellente e dà una proiezione del club intrisa di valori importanti per rendere orgoglioso ognuno di noi della propria squadra del cuore. Il dialogo con il territorio, con l’associazionismo, con le scuole, con tutte le organizzazioni e i fattori che stimolano integrazione, socialità e lotta alle discriminazioni sono per noi fattori determinanti nel dare quotidianamente valore al Piacenza Calcio.
Per quanto concerne il settore giovanile credo che stiamo lavorando in chiave positiva in rapporto alle risorse disponibili e al deficit impiantistico oltre che alla categoria che la prima squadra disputa. E’ ovvio che se potremmo fornire nel futuro ulteriori strumenti economici ed impiantistici si potrà pensare di alzare l’asticella.”

Ufficio Stampa Piacenza Calcio 1919

Share This