LA NOSTRA STORIA

LA NOSTRA STORIA

Dalla fondazione agli anni '40

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Lo sport nel secolo scorso ed in quello che stiamo vivendo, pur in una piccola città come la nostra, ha dato parecchie soddisfazioni agli appassionati piacentini ed in particolare il ciclismo, il rugby, la pallavolo, l’atletica leggera, il tennis ed il calcio sono gli sport in cui squadre o atleti piacentini hanno conseguito risultati di un certo rilievo a livello nazionale e internazionale.

Uno dei fiori all’occhiello della città di Piacenza in materia sportiva è stato senz’altro il Piacenza Calcio,
la più longeva ed importante squadra di calcio di tutta la provincia piacentina. La squadra nacque nell’estate del 1919, non appena l’Italia si riprese dalle brutture della guerra e riaffiorò la voglia di divertirsi e giocare.

Il Piacenza Football Club venne fondata grazie ad un gruppo di studenti e lavoratori che scelgono come presidente il diciottenne Giovanni Dosi. Dopo aver ottenuto l’affiliazione alla Federazione il club si iscrive al campionato regionale di promozione emiliana scegliendo come colori sociali quelli della città, ovvero il bianco e rosso; capitano è il milanese Mario Giumanini. Nel primo campionato a cui prese parte, nel 1919-20, il Piacenza vinse subito davanti a Parma e Spal, ottenendo la promozione in Prima Categoria, che era la massima divisione dell’epoca, anche se non paragonabile ad una serie A come la conosciamo oggi perché i campionati erano suddivisi in raggruppamenti regionali. Nel 1920-21 il Piacenza, nell’Olimpo del calcio italiano, giunse 3° nel suo girone A emiliano e non si qualificò per le fasi successive del campionato. Nel 1921-22, sempre nella massima divisione, invece vinse il suo girone emiliano e passò alla fase successiva, sempre contro squadre emiliane ma non arrivò oltre il 4° posto in classifica.
Nel resto degli anni ’20 la nostra squadra ebbe sempre piazzamenti piuttosto lusinghieri nel campionato di II Divisione (che era la serie B regionale dell’epoca). Nel 1927-28 con la riforma dei campionati si qualificò per la I Divisione (sempre equivalente ad una serie B regionale), nel 1929-30 nacquero la Serie A e la Serie B ed il Piacenza non si qualificò per la Serie B e rimase nella I Divisione che però era diventata l’equivalente di una terza serie, fino a quando nel 1935-36 nacque la Serie C ove la nostra squadra rimase, esclusa qualche rara annata nella serie B o nella serie D fino alla metà degli anni ’80.

Nel 1930-31 però il Piacenza andò assai vicino a giocarsi le gare per l’ammissione alla Serie B, ma alcune opinabili decisioni della Federazione, che annullò due partite favorevoli al Piacenza, fecero sì che un probabile primo posto in campionato (che dava la possibilità di giocarsi la qualificazione) venisse tramutato in un terzo posto. In questi anni giocava nel Piacenza uno dei giocatori più importanti nella storia del Piacenza, certamente l’idolo di quei tempi: Giuseppe ‘Pitìn’ Cella, piacentino, che ancora oggi è il più grande realizzatore di gol della storia della società. Nel 1937-38 il Piacenza ebbe un’altra occasione, ben più concreta di ottenere la promozione in Serie B: terminò il campionato al primo posto assieme al Fanfulla di Lodi e le due squadre dovettero giocare uno spareggio per determinare la squadra promossa in Serie B: purtroppo la gara vide il Piacenza soccombere per 2-1. Negli anni ’40 non vi furono risultati di rilievo. Dal 1945-46 il Piacenza giocò per tre stagioni in una serie B che la Federazione volle fortemente far giocare per ridare il via alle attività sportive dopo la II guerra mondiale e che, per mancanza di squadre, era in realtà un torneo che annoverava squadre di Serie B ed altre di Serie C (come il Piacenza).

Dagli anni '50 agli anni '90

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Nella stagione 1951-52 i biancorossi dominano il proprio girone, ma negli spareggi promozione con le altre squadre vincitrici di girone vengono sconfitti dal Cagliari. Nasce in quell’anno l’appellativo “Papaveri”, con riferimento alla nota canzone di Nilla Pizzi “Papaveri e Papere”.

Dopo alcuni campionati conclusi a metà classifica, al termine della stagione 1955-56 il Piacenza viene retrocesso in IV serie a causa di una presunta combine con il Piombino che la Federazione riconosce come illecito sportivo. Questa è la stagione che consacra il bomber di scuola milanista Gastone Bean, che realizza 23 reti in 21 partite. Dopo due stagioni in IV serie, nel 1957-58 i biancorossi ottengono la promozione in serie C annoverando tra le loro file i fratelli Albino e Giancarlo Cella. La gioia è però breve: infatti nella stagione 1960-61 il Piacenza opera un ridimensionamento, cedendo fra gli altri Albino Cella, e vive una stagione travagliatissima: viene esonerato il tecnico Korostelev e sostituito dal geometra Dario Cozzani che non è un tecnico di professione, quest’ultimo viene poi sostituito dal preparatore atletico Sergio Rampini che riesce a risollevare la squadra, ma nonostante tre vittorie nelle ultime tre partite il Piacenza retrocede in serie D. Nel 1961-62 il Piacenza punta alla promozione, la squadra allenata da Ivano Corghi disputa una buona stagione, ma alla fine si deve accontentare del terzo posto. La promozione non arriva neanche nella successiva stagione: il Piacenza parte male, ma con una buona rimonta nel girone di ritorno riesce ad ottenere l’accesso a un girone di spareggio con Solbiatese e Rovereto al termine del quale risultano promossi i lombardi. Il Piacenza lascia definitivamente la serie D nella stagione 1963/64 sotto la guida dell’ex capitano dei “Papaveri” Francesco Meregalli.

Dopo alcuni anni di assestamento in serie C, nel 1967-68 i biancorossi, sotto la guida della vecchia gloria Sandro Puppo e poi di Leo Zavatti, danno l’assalto alla promozione in serie B ma arrivano secondi arrendendosi solo al Como. La promozione è solo rimandata alla stagione seguente, quando sotto la guida di Tino Molina e la presidenza di Vincenzo Romagnoli il club piacentino torna dopo 20 anni in serie B. Si completa in quell’anno anche la costruzione del nuovo stadio della Galleana, lasciando la storica sede di Barriera Genova inaugurata nel 1920.

La Serie B 1969-70 rappresenta un bellissimo momento nella storia della società ma anche una occasione sprecata: il Piacenza si affaccia al calcio che conta con una squadra inadatta e retrocede nuovamente in C dopo un anno soltanto. Dopo qualche anno piuttosto deludente il Piacenza ci riprova e nel 1974-75, alla guida dell’allenatore Giovambattista Fabbri e con una squadra formata da giocatori non molto noti ma comunque esperti e capaci stravince il campionato di Serie C, giocando un calcio estremamente moderno, capace di entusiasmare il pubblico piacentino.. e non solo. E’ rimasta nei ricordi degli sportivi la dichiarazione di Sandro Mazzola che in una “Domenica Sportiva” della primavera 1975, a proposito del Piacenza che dominava la serie C, disse che il Piacenza era la squadra che giocava il miglior calcio in Italia.

Ancora una volta però la Serie B ci fu fatale: un solo anno e poi di nuovo in Serie C. Nonostante ciò, ed anche questa notizia fece le cronache nazionali, dopo l’ultima partita GB Fabbri venne portato in trionfo dai tifosi biancorossi! Eravamo retrocessi ma questo Piacenza aveva appassionato tutti e ci eravamo divertiti. Ci era mancato soltanto un attaccante di razza che facesse un po’ di gol. Iniziò un periodo di “vacche magre” in cui il Piacenza alternò campionati incolori con altri un po’ più interessanti, ma senza mai entusiasmare. Poi nel 1982-83 la squadra retrocede in serie C2.

Con il 1983 iniziò il periodo d’oro per il Piacenza Calcio grazie all’arrivo del presidente Leonardo Garilli, piacentino e industriale del metano, che porterà alla rinascita la società piacentina. Risale dalla Serie C2 dove era finito, per arrivare alla Serie B per due anni nelle stagioni 1987-88 e 1988-89, ritornare brevemente in serie C ed iniziare nel 1990-91 una straordinaria ascesa che lo portò a giocare per la prima volta in Serie A nel 1993-94 e a disputare un totale di 8 campionati di serie A e più di 10 in Serie B.

 

Dagli anni '90 ad oggi

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Il 13 giugno 1993 il Piacenza vincendo a Cosenza, per la prima volta nella sua storia viene promosso in Serie A e ad attendere i biancorossi di ritorno da Cosenza in aereo dopo le 23 c’è uno stadio della Galleana pieno di tifosi in festa! L’esordio assoluto nella massima serie avviene il 29 agosto 1993 contro il Torino di Mondonico, che vince per 3-0 alla Galleana, mentre la prima vittoria arriva alla quinta giornata, per 2-1 sul Lecce. Nonostante le difficoltà iniziali, la squadra di Cagni cresce di settimana in settimana facendo della Galleana uno degli stadi più ostici di tutta la A: dopo il Torino solo la Lazio riuscirà a vincere a Piacenza. Di assoluto rilievo anche la partecipazione alla Coppa Italia, che vede la clamorosa eliminazione del plurititolato Milan, giustiziato da un contropiede di Giampiero Piovani. 

Una squadra tutta italiana
Il Piacenza di serie A è all’insegna dell’autarchia: la squadra è composta infatti da soli italiani, e così sarà fino alla stagione 2000-01. A fine marzo la salvezza sembra ormai a portata di mano, ma un momento di flessione e la rimonta della Reggiana rimettono tutto in discussione. Alla penultima giornata scende a Piacenza la Juventus: finisce 0-0, ma l’arbitro Stafoggia annulla due reti ai biancorossi (realizzate da Moretti e Iacobelli), mentre la Reggiana pareggia 1-1 con la Sampdoria in casa. Tutto è rimandato all’ultima giornata: i biancorossi sono costretti ad anticipare il venerdì perché il Parma il mercoledì successivo disputerà la finale di Coppa delle Coppe. Venerdì 29 aprile 1994 al Tardini di Parma finisce 0-0, con un altro gol annullato a Ferrante, mentre il 1º maggio 1994 la Reggiana vince clamorosamente a San Siro contro un Milan imbottito di riserve e si salva ai danni del Piacenza. Ma il Piacenza trionfa nella serie B 1994-95 e torna prontamente in serie A. Il 15 giugno 1997 si vive uno dei momenti più emozionanti della storia del Piacenza: lo spareggio contro il Cagliari, disputato a Napoli, per rimanere in Serie A. Si ricordano i pullman di tifosi biancorossi scesi fino a Napoli per dar man forte alla squadra (furono oltre 5000 i piacentini al seguito). Il Piacenza vinse e condannò il Cagliari alla Serie B. Ancora 3 stagioni in serie A e poi un’altra retrocessione seguita però da una fulminea nuova promozione in serie A. Nel 2001-02 salvezza raggiunta ed un giocatore bianco rosso, Dario Hubner, è il capocannoniere della Serie A con 24 reti, insieme allo juventino Trezeguet. Il 2002-03 i biancorossi ritornano in Serie B.

Inizia un periodo di 8 anni di serie B
Nella stagione di serie B 2010-11 le difficoltà economiche si accentuano: la rosa viene costruita puntando su prestiti, giovani e svincolati. Si registrano diversi ritorni: Armando Madonna in panchina, Volpi e Cacia in campo. Un nuovo brutto avvio stagionale (2 punti in sette partite) viene gradatamente recuperato, ma un crollo di risultati in primavera porta la società biancorossa a disputare i playout contro l’Albinoleffe. Il doppio pareggio comporta la retrocessione in Lega Pro Prima Divisione.

Dalla retrocessione in Prima Divisione al fallimento
In seguito alla delusione per la retrocessione e in polemica con i vertici federali per non aver sospeso i tornei malgrado lo sviluppo di indagini relative ad un giro illecito di scommesse, in cui risultano implicati numerosi giocatori biancorossi (e questa può essere una chiave di lettura della crisi di risultati del Piacenza nelle ultime gare), la proprietà del club emiliano ha manifestato l’intenzione di non voler iscrivere il Piacenza a nessun campionato per la stagione 2011-12, tuttavia il 29 giugno la dirigenza cambia idea ed il Piacenza dopo 20 anni torna a giocare nella terza serie che oggi si chiama Prima Divisione.

Il 28 ottobre, dopo una trattativa durata parecchi mesi, il Piacenza viene ceduto dal presidente Fabrizio Garilli ad una cordata rappresentata dall’avvocato Marco Gianfranceschi che acquista la squadra tramite la società “Italiana S.r.l.”. La cordata è però un “bluff” e Fabrizio Garilli torna al vertice della società. Ma ormai i danni sono irreparabili ed il 22 marzo 2012 la società viene ufficialmente dichiarata fallita. Nella stagione sportiva la squadra perde i play-out con il Prato e retrocede in Lega Pro Seconda Divisione. Ventinove anni dopo l’avvento di Leonardo Garilli l’esperienza della famiglia Garilli alla presidenza del Piacenza si chiude ed il Piacenza si ritrova nella 4ª serie nazionale. Esattamente dove l’Ingegnere la trovò. Ma questo è secondario. Infatti il giorno 19 giugno 2012, in mancanza di acquirenti in sede di asta fallimentare, il Piacenza fallisce; viene rilevato all’asta solamente il marchio e il nome, da parte dell’associazione dei tifosi Salva Piace.

All’inizio di luglio il marchio del Piacenza viene affittato per 4 anni alla Lupa Piacenza che alla fine della stagione è stata promossa dalla Promozione all’Eccellenza emiliano-romagnola.

La stagione 2012-2013
La stagione della rinascita rimarrà nella storia come “l’anno della Lupa”, infatti con la denominazione provvisoria “Lupa Piacenza” la nuova compagine vince il campionato di Eccellenza Emilia Romagna Gir. A e viene promossa in serie D.

Piacenza Calcio 1919
Nel giugno del 2013, in seguito a sondaggio popolare, la Lupa Piacenza cambia nome in Piacenza Calcio 1919 e si appresta a vivere la stagione 2013-2014 in serie D che la vedrà posizionarsi 3′ in classifica. La stagione successiva, sempre in Serie D, si concluderà con i biancorossi al 3′ posto.

Il ritorno tra i professionisti
Nella stagione 2015-2016 il Piacenza Calcio torna in Lega Pro, lo fa dominando il suo campionato e festeggiando la promozione già a marzo fissando inoltre il record assoluto di punti, 96, e di reti realizzate.

 

Cronologia dei piazzamenti
1919/1920 1° NEL GIRONE ELIMINATORIO DEL CAMPIONATO EMILIANO
1920/1921 3° NEL GIRONE A EMILIANO
1921/1922 1° NEL GIRONE A EMILIANO FIGC. 4° NEL GIRONE FINALE EMILIANO
1922/1923 2° NEL GIRONE C DI SECONDA DIVISIONE
1923/1924 6° NEL GIRONE D DI SECONDA DIVISIONE
1924/1925 2° NEL GIRONE E DI SECONDA DIVISIONE
1925/1926 5° NEL GIRONE C DI SECONDA DIVISIONE
1926/1927 5° NEL GIRONE B DELLA LEGA NORD DI SECONDA DIVISIONE
1927/1928 1° NEL GIRONE D DELLA LEGA NORD DI SECONDA DIVISIONE. 2° NEL GIRONE FINALE
1928/1929 5° NEL GIRONE B DI PRIMA DIVISIONE
1929/1930 7° NEL GIRONE B DEL CAMPIONATO LOMBARDO DI PRIMA DIVISIONE
1930/1931 3° NEL GIRONE B DI PRIMA DIVISIONE
1931/1932 6° NEL GIRONE B DI PRIMA DIVISIONE
1932/1933 7° NEL GIRONE E DI PRIMA DIVISIONE
1933/1934 4° NEL GIRONE C DI PRIMA DIVISIONE. 3° NEL GIRONE FINALE
1934/1935 3° NEL GIRONE E DI PRIMA DIVISIONE
1935/1936 6° NEL GIRONE B DI SERIE C
1936/1937 2° NEL GIRONE B DI SERIE C
1937/1938 1° A PARI MERITO NEL GIRONE B DI SERIE C. PERDENTE NELLO SPAREGGIO CON IL FANFULLA PER LA PROMOZIONE IN SERIE B
1938/1939 7° NEL GIRONE B DI SERIE C
1939/1940 12° NEL GIRONE B DI SERIE C
1940/1941 13° NEL GIRONE B DI SERIE C
1941/1942 8° NEL GIRONE C DI SERIE C
1942/1943 7° NEL GIRONE G DI SERIE C
1944         4° IN UN TORNEO A 6 SQUADRE
1945/1946 4° NEL GIRONE A DEL CAMPIONATO ALTA ITALIA MISTO B E C
1946/1947 12° NEL GIRONE B DI SERIE B
1947/1948 9° NEL GIRONE B DI SERIE B. RETROCESSO IN SERIE C
1948/1949 19°NEL GIRONE A DI SERIE C
1949/1950 7° NEL GIRONE B DI SERIE C
1950/1951 11° NEL GIRONE B DI SERIE C
1951/1952 1° NEL GIRONE B DI SERIE C. 2° NEL GIRONE FINALE
1952/1953 10° IN SERIE C
1953/1954 9° IN SERIE C
1954/1955 12° IN SERIE C
1955/1956 9° IN SERIE C. RETROCESSO IN QUARTA SERIE
1956/1957 4° NEL GIRONE B DI QUARTA SERIE
1957/1958 3° NEL GIRONE A DEL CAMPIONATO INTERREGIONALE
1958/1959 19° NEL GIRONE A DI SERIE C
1959/1960 12° NEL GIRONE A DI SERIE C
1960/1961 17° NEL GIRONE A DI SERIE C. RETROCESSO IN SERIE D
1961/1962 3° NEL GIRONE B DI SERIE D
1962/1963 2° NEL GIRONE B DI SERIE D
1963/1964 1° NEL GIRONE B DI SERIE D. PROMOSSO IN SERIE C
1964/1965 6° NEL GIRONE A DI SERIE C
1965/1966 7° NEL GIRONE A DI SERIE C
1966/1967 13° NEL GIRONE A DI SERIE C
1967/1968 2° NEL GIRONE A DI SERIE C
1968/1969 1° NEL GIRONE A DI SERIE C. PROMOSSO IN SERIE B
1969/1970 19° IN SERIE B. RETROCESSO IN SERIE C
1970/1971 15° NEL GIRONE A DI SERIE C
1971/1972 14° NEL GIRONE A DI SERIE C
1972/1973 9° NEL GIRONE A DI SERIE C
1973/1974 4° NEL GIRONE A DI SERIE C
1974/1975 1° NEL GIRONE A DI SERIE C. PROMOSSO IN SERIE B 
1975/1976 18° IN SERIE B. RETROCESSO IN SERIE C
1976/1977 12° NEL GIRONE A DI SERIE C
1977/1978 4° NEL GIRONE A DI SERIE C
1978/1979 4° NEL GIRONE A DI SERIE C1
1979/1980 9° NEL GIRONE A DI SERIE C1
1980/1981 14° NEL GIRONE A DI SERIE C1
1981/1982 12° NEL GIRONE A DI SERIE C1
1982/1983 15° NEL GIRONE A DI SERIE C1. RETROCESSO IN SERIE C2
1983/1984 2° NEL GIRONE B DI SERIE C2. PROMOSSO IN SERIE C1
1984/1985 3° NEL GIRONE A DI SERIE C1
1985/1986 3° NEL GIRONE A DI SERIE C1. 1° NEL TORNEO INTERLEGHE ANGLO-ITALIANO DI SERIE C
1986/1987 1° NEL GIRONE A DI SERIE C1. PROMOSSO IN SERIE B
1987/1988 13° IN SERIE B
1988/1989 20° IN SERIE B. RETROCESSO IN SERIE C1
1989/1990 8° NEL GIRONE A DI SERIE C1
1990/1991 1° NEL GIRONE A DI SERIE C1. PROMOSSO IN SERIE B
1991/1992 11° IN SERIE B
1992/1993 3° IN SERIE B. PROMOSSO IN SERIE A
1993/1994 15° IN SERIE A. RETROCESSO IN SERIE B
1994/1995 1° IN SERIE B. PROMOSSO IN SERIE A
1995/1996 14° IN SERIE A
1996/1997 14° IN SERIE A
1997/1998 12° IN SERIE A
1998/1999 13° IN SERIE A
1999/2000 18° IN SERIE A. RETROCESSO IN SERIE B
2000/2001 2° IN SERIE B. PROMOSSO IN SERIE A
2001/2002 12° IN SERIE A
2002/2003 16° IN SERIE A. RETROCESSO IN SERIE B
2003/2004 8° IN SERIE B
2004/2005 10° IN SERIE B
2005/2006 11° IN SERIE B
2006/2007 4° IN SERIE B
2007/2008 15° IN SERIE B
2008/2009 10° IN SERIE B
2009/2010 15° IN SERIE B
2010/2011 19° IN SERIE B. RETROCESSO IN PRIMA DIVISIONE
2011/2012 17° NEL GIRONE A DI LEGA PRO PRIMA DIVISIONE. RETROCESSO IN LEGA PRO SECONDA DIVISIONE.
2012/2013 1° IN ECCELLENZA EMILIA-ROMAGNA, GIRONE A. PROMOSSO IN SERIE D
2013/2014 3° IN SERIE D, GIRONE B
2014/2015 4° IN SERIE D, GIRONE D
2015/2016 1° IN SERIE D, GIRONE B. PROMOSSO IN LEGA PRO
2016/2017 CAMPIONATO LEGA PRO, GIRONE A

1 Campionato Nazionale Serie B

Stagione 1994/95

4 Titoli di Serie C

Stagione 1968/69
Stagione 1974/75
Stagione 1986/87
Stagione 1990/91

1 Trofeo Anglo - Italiano

Stagione 1985/86

MUSEO BIANCOROSSO

I tifosi e gli sportivi sono invitati a visitare il Museo Biancorosso, istituito presso lo Stadio Leonardo Garilli ed allestito dall’Associazione Salva Piace, per rivivere la storia e le emozioni che il Piacenza Calcio ci regala dal 1919. Le date di apertura al pubblico saranno comunicate sui canali ufficiali della Società.

All’interno del Museo Biancorosso è presente una raccolta di maglie storiche, gagliardetti, coppe e trofei oltre a cimeli e riviste celebrative delle imprese biancorosse. Non mancano immagini delle formazioni scese in campo in questi anni e dei dirigenti ed allenatori che hanno reso grande il nostro club.

Tra le varie stanze sarà emozionante scoprire le tantissime memorabilia esposte che, siamo certi, renderanno indimenticabile questo percorso all’insegna dell’orgoglio per i nostri colori.

Museo Biancorosso, storia di una Passione!

INNO UFFICIALE

Dall’ottobre 2012 allo Stadio Leonardo Garilli risuonano le note dell’inno ufficiale del Club e, probabilmente, dell’intera città e provincia di Piacenza: T’al digh in piasintëin, canzone composta nel 1942 da Gianni Levoni e interpretata, nella versione diffusa allo stadio, da Gianna Casella.

Di seguito il testo integrale in dialetto piacentino e tradotto in italiano.

T’al digh in piasintëin

Me m’ricord tant cmé fiss astä ier,
sul partì pr’al duver,
al duver dal suldä.
Ho lassä la mé bella Piasëinsa,
quand ag peins ad parol a sum sëinsa;
ma me sum un ver piasintein,
quand vo insëma a un dunnein,
ag barbott pian pianëin: At vöi bein!

T’al digh in piasintëin
c’t’ho seimpar vurì bëin,
dal dé ca t’ho incunträ
me m’sum innamurä;

e spera tant cmé me:
t’vadrè ca gnarà un dé
ca te par me t’sarè l’ünich dunnëin,
t’al digh in piasintëin.

Ad giuvnott ag na sarà un bell po’,
tütt vurran fäs ciamä
Lilli, Popi Totò;
ma al so num ad battesim l’é un ätar,
l’é Nicola, Tummäs o un quälc ätar;
ma me sum un ver piasintëin,
quando vo insëma a un dunnëin,
ag barbott pian pianëin: At vöi bein!

T’al digh in piasintëin
c’t’ho seimpar vurì bëin,
dal dé ca t’ho incunträ
me m’sum innamurä;
e spera tant cmé me:
t’vadrè ca gnarà un dé
ca te par me t’sarè l’ünich dunnëin,
t’al digh in piasintëin: At vöi bëin!

Te lo dico in piacentino

Mi ricordo come fosse stato ieri,
sono partito per il dovere,
il dovere del soldato.
Ho lasciato la mia bella Piacenza,
quando ci penso di parole resto senza;
ma io sono un vero piacentino,
quando sono con una fanciulla
le sussurro pian pianino: Ti voglio bene!

Te lo dico in piacentino
che ti ho sempre voluto bene,
da quando ti ho incontrata
mi sono innamorato;

e spera tanto, come me:
vedrai che verrà un giorno
in cui tu per me sarai l’unica donna,
te lo dico in piacentino.

Di giovanotti ce ne saranno un bel po’,
tutti vorranno farsi chiamare
“Lilli”, “Popi” o “Totò”;
ma il loro nome di battesimo è un altro,
è Nicola, Tommaso o qualche altro;
ma io sono un vero piacentino,
quando sono con una fanciulla
le sussurro pian pianino: Ti voglio bene!

Te lo dico in piacentino
che ti ho sempre voluto bene,
da quando ti ho incontrata
mi sono innamorato;
e spera tanto come me:
vedrai che verrà un giorno
in cui tu per me sarai l’unica donna,
te lo dico in piacentino: Ti voglio bene!